Un percorso iniziato e lasciato a metà, anzi, appena imbastito per quelli che erano i piani, non rientra nella mentalità di Andy Murray, uno che ha sempre lavorato duramente e portato a termine i suoi obiettivi. L’ex n.1 del mondo e due volte campione a Wimbledon ha rivelato l’intenzione di essere ancora coinvolto nel percorso di Jack Draper come coach in vista del ritorno in campo del britannico, previsto non prima dell’inizio del prossimo anno. Andy e Jack hanno iniziato a lavorare insieme nel periodo di recupero di Draper in vista della stagione su erba, nella quale il talento di Sutton sperava fortemente di riprendere senza problemi e tornare ad assaporare le gioie del campo, di quei colpi poderosi che l’hanno issato velocemente al n.4 del ranking cavalcando con grandi risultati un “raro” periodo di salute e stabilità. Purtroppo dopo la semifinale a Eastborune un nuovo fastidio gli ha impedito di giocare a Wimbledon, e quindi il rientro sui tornei nord americani non è andato come sperato, con nuovi problemi tra Montreal e Cincinnati. Da qua la decisione amara di saltare US Open e quindi chiudere anzitempo la sua travagliata stagione, sperando che qualche mese di lavoro e fisioterapia possano consentirgli di rientrare nel 2027 al 100%.

Murray sognava di accompagnare Draper a Wimbledon. Tra i due era scattata una chimica immediata, tanto che sui social avevano caricato clip video di allenamenti e pure scorribande serali in auto, tra risate e divertimento. C’erano tutti gli ingredienti per far bene, ma è mancata la salute, con Jack vittima di continue ricadute e stop. Si ipotizzava che il percorso con Murray fosse arrivato al capolinea, invece lo scozzese parlando a latere della Laver Cup in corso a Londra alla O2 Arena ha sorpreso tutti, confermando la volontà di ripartire con Jack, pur non sapendo ancora come e dove.

“Sì, c’è ancora l’intenzione di aiutarlo”, ha dichiarato Murray a Sky Sports. “Non so ancora in che modo. Non ne sono del tutto sicuro, perché nel frattempo la sua classifica sarà scesa. Non so se riuscirà a entrare direttamente nel tabellone dell’Australian Open e potrebbe dover fare affidamento su wild card e situazioni simili. Vedremo”.

“Spero che possa tornare presto ad allenarsi in campo e a prepararsi per la nuova stagione: è stato un anno particolare”. Draper aveva raccontato di trovarsi in un «periodo difficile» dopo la sconfitta al primo turno del Cincinnati Open contro Martin Landaluce, ad agosto, ammettendo di non riuscire a liberarsi della stanchezza mentale accumulata durante 15 mesi segnati dalla lotta contro un grave problema fisico al braccio sinistro. Murray ha riconosciuto le difficoltà incontrate nel suo periodo da allenatore di Draper, sottolineando però di aver comunque apprezzato il tempo, seppur limitato, trascorso al fianco dell’ex numero 4 del mondo.

“Ho fatto un po’ di coaching, cosa che mi è piaciuta, ma Jack ha avuto diversi problemi fisici ed è rimasto lontano dal circuito per parecchio tempo, quindi non ho potuto dedicarmi a questo aspetto quanto avrei voluto” afferma Murray. “Continuo comunque a divertirmi quando vengo a guardare un po’ di tennis, ma in questo momento sono felice di dedicarmi a ciò che faccio con i miei figli”. Un impegno quindi che potrebbe ripartire, ma sempre come super-coach, magari non in tornei Challenger in giro per il mondo – dove probabilmente Draper dovrà rimettersi in pista dal 2027 – ma negli allenamenti a Londra e quindi in appuntamenti maggiori, dove probabilmente riuscirà ad avere qualche wild card per ripartire.

Murray inoltre ha risposto anche ad una domanda scontata ma sempre affascinante: chi preferisce oggi sul tour, e considera il migliore? Lo scozzese così ha risposto: “Zverev quest’anno ha vinto due Slam, grandissima stagione. Sinner ha dominato la prima parte dell’anno, ma forse se dovessi scegliere uno con tutti i migliori in salute e al proprio meglio, allora vado con Alcaraz. Mi piace come gioca, può fare ogni colpo, e poi in campo è sempre positivo e sorride. Mi piace vederlo giocare, oggi sceglierei lui”.