Soddisfatti, ma non appagati. Questa la sensazione che emerge leggendo la prima reazione dei giocatori, affidata ad un comunicato stampa, a seguito delle ultime novità introdotte dagli Slam. Spiccano la nascita del “Grand Slam Player Advisory Council” e l’aumento del montepremi US Open del 20% rispetto al 2025. Tennisti e tenniste hanno accolto in modo positivo la creazione dell’organo di raccordo tra Grandi Slam e giocatori stessi: “Un passo significativo, rappresenta una reale risposta ad una delle richieste fatte agli Slam nel luglio 2025“.

Rimane da comprendere quale sarà la composizione di tale Consiglio, come ammesso dagli stessi atleti: “I giocatori e i loro rappresentanti discuteranno ora i dettagli relativi alla composizione e al funzionamento del Consiglio, compresa la scelta di chi li rappresenterà”. Tra gli obiettivi che vengono già fissati c’è quello di “continuare a lavorare sui temi di montepremi e benessere dei giocatori“.

Margini di miglioramento

A tal proposito, lo US Open non solo ha aumentato il montepremi, ma ha anche assunto un impegno finanziario per quanto riguarda il welfare dei giocatori. L’incremento del prize money, però, ha convinto solo in parte. Difatti, nel comunicato stampa dei tennisti, si legge: “Si tratta di un aumento sostanziale del montepremi. Sebbene non sia ancora legato a una formula concordata per la ripartizione dei ricavi, i giocatori restano impegnati a perseguire questo principio e continueranno a lavorare con ciascuno dei tornei del Grande Slam per raggiungere tale obiettivo”.

Un altro passaggio importante riguarda i programmi welfare: “I giocatori apprezzano il significativo impegno assunto in materia di tutela e benessere degli atleti e desiderano discutere di come possa essere ampliato, così da rispondere pienamente alle esigenze individuate nella proposta presentata dai giocatori nel luglio 2025″. Dunque i protagonisti del grande tennis attraverso il comunicato stampa hanno dato segnali di distensione, pur rimarcando che quanto fatto fin qui dev’essere solo un punto di partenza. Di certo la situazione appare più distesa rispetto alla scorsa primavera, quando diversi esponenti dell’élite tennistica avevano paventato la possibilità di un boicottaggio, applicato poi durante alcuni media day come quello del Roland Garros.