Carlos Alcaraz non è ancora tornato lui: questa volta, l’indizio è la sconfitta al terzo turno del Masters 1000 di Shanghai 2026 per mano del belga Zizou Bergs per 7-5 7-6 (. Certo, questa parte di stagione non è mai stata la sua preferita (non ha mai superato i quarti di finale, raggiunti una volta sola, in questo torneo), ma l’entusiasmo derivante dalla vittoria in Laver Cup con il Team Europe e soprattutto la conferma del titolo all’ATP 500 di Tokyo, facevano ipotizzare che lo spagnolo si fosse già tolto la ruggine di dosso.
E invece è umano, come è giusto che sia, e ha dunque bisogno di continuità per tornare a fare ciò di cui è capace. Grandissimi meriti a Bergs, capace di giocare il suo tennis fatto di servizio, atletismo e aggressività per l’intera durata del match, senza mai calare. Il belga attende il vincitore del match tra Tommy Paul e il campione in carica Valentin Vacherot agli ottavi di finale.
La vittoria contro il numero tre del mondo è miglior vittoria in carriera di Bergs per classifica dell’avversario e prestigio. Le altre vittorie contro un top 10 sono arrivate contro Andrey Rublev al Masters 1000 di Miami 2025 (ai tempi il russo era numero 9) e contro Felix Auger-Aliassime (numero 5) alla United Cup 2026.
La classifica
Alcaraz non può più chiudere l’anno da numero due del mondo. L’impresa era ardua ma non impossibile: guardando la Race to Turin, ovvero la classifica che tiene conto solo dei punti ottenuti nell’anno solare, e perciò più utile a prevedere i possibili scenari di fine stagione, lo spagnolo si trova esattamente a 3350 punti di distanza dal rivale Jannik Sinner. Distanza molto ampia ma che era ancora teoricamente colmabile se lo spagnolo avesse raggiunto le semifinali a Shanghai.
Il terzo posto in classifica è relativamente al sicuro: nonostante la ruggine, Alcaraz dovrebbe essere in grado di difendersi dai tentativi di sorpasso di Ben Shelton, anche lui eliminato anzitempo a Shanghai, ma distante soli 120 punti nella Race.
