“Credo che la mia seconda parte di stagione debba essere motivo d’orgoglio. Mi dispiace aver perso qui, ma oggi ho affrontato un giocatore che secondo me ha disputato un’ottima partita e bisogna riconoscergli i meriti. Io ci ho provato in tutti i modi: ho cercato di metterla sulla lotta, sulla grinta e anche sul gioco. Penso ci sia stato un miglioramento importante nella ricerca delle soluzioni da parte mia, ma oggi lui è stato più bravo. Adesso vediamo come proseguirà questa trasferta“. Così Mattia Bellucci in zona mista dopo la sconfitta al primo turno del Masters 1000 di Shanghai, 4-6 6-3 6-7(4), contro Yi Zhou.

La scelta di restare in Asia

L’azzurro ha poi continuato sulle sensazioni sentite durante questa tournée asiatica, che settimana scorsa lo ha visto arrivare in finale (poi persa) contro Lloyd Harris al Challenger 100 di Jingshan: “Dal momento in cui era abbastanza chiaro che non sarei entrato né a Tokyo né a Pechino, la scelta è stata piuttosto semplice. Non ho particolari difficoltà a rimboccarmi le maniche, perché penso che uno dei miei punti di forza sia l’energia. Entrare in campo e cercare di dare il massimo, indipendentemente dal palcoscenico, è qualcosa che mi viene abbastanza naturale. Ho una forte motivazione interna e sono contento di potermi esprimere su qualsiasi campo. È chiaro che resta un po’ di rammarico: i punti avrebbero potuto essere 100 invece di 50. La settimana scorsa ho avuto due match point, qui ne ho avuto un altro e avrei potuto giocare altre partite. Però sono convinto di essere sulla strada giusta. In altri momenti della mia carriera non ho avuto questa sensazione, quindi dobbiamo continuare così”.

Il rammarico per il tie-break decisivo

Riguardo al match contro Zhou, a Bellucci non mancano i rimpianti: “Sono arrabbiato, perché perdere 7-6 al terzo non è mai semplice. Dopo essermi qualificato attraverso una bella serie di partite, speravo chiaramente di riuscire a superare anche il primo turno. Anche perché, nelle ultime quattro partite, tre le ho giocate fino al tie-break del terzo set: speravo che questa volta potesse girare dalla mia parte”.

I segnali positivi

Ma c’è anche del buono: “Sono comunque contento del modo in cui sono stato in campo, dell’atteggiamento e della grinta che ho cercato di mettere nella partita. Gestire le energie in questi giorni non è stato semplice: il nostro sport ci mette a dura prova anche dal punto di vista fisico. Ed è proprio questo uno degli aspetti che mi rende più soddisfatto, perché è l’ennesima conferma del fatto che fisicamente sono molto più avanti rispetto a qualche tempo fa. Dispiace per il risultato, ma sono convinto che anche sconfitte come questa ci renderanno più forti”.

I prossimi appuntamenti

I prossimi impegni terranno ancora Mattia impegnato in Asia almeno fino alla fine di ottobre: “La trasferta asiatica per me non è ancora finita, perché dovrei giocare un Challenger e successivamente Almaty. Ho quindi ancora circa due settimane qui. Per il momento porto con me un buon livello di gioco, una grande concentrazione sul lavoro che stiamo facendo e sulla volontà di migliorare giorno dopo giorno. Sono soddisfatto anche della comunicazione con le persone con cui lavoro”.