La finale di US Open ha lasciato il pubblico di New York con la delusione per la mancata affermazione di Ben Shelton e di un tennista di casa in uno Slam, allungando l’assenza di un campione Major nel maschile a oltre 23 anni (Roddick, US Open 2003), ma da tempo gli Stati Uniti stanno attraversando un periodo positivo nel settore maschile a livello di quantità. Lo certifica il nuovo ranking ATP pubblicato dopo la conclusione del quarto e ultimo Slam stagionale, con un record assoluto nel nuovo secolo per gli Stati Uniti. Infatti nella top 20 ATP figurano 6 tennisti a stelle e strisce e dal 2000 non era mai accaduto che un paese avesse così tanti giocatori tra i migliori venti del ranking: Ben Shelton (al best Ranking di n.4), Frances Tiafoe (8), Taylor Fritz (10), Learner Tien (13), Brandon Nakashima (16), Tommy Paul (19). È necessario risalire al 1998 per ritrovare una nazione con almeno 6 top 20 in classifica, la Spagna, mentre per gli Stati Uniti non accadeva dall’ottobre del 1996, quando i sei erano Sampras (1), Chang (2), Agassi (9), Washington (12), Martin (13), Courier (15). Una generazione di fenomeni, probabilmente irripetibile.

📊 Pour la première fois depuis le début des années 2000, au moins 6 joueurs d’un même pays sont présents dans le Top 20 du classement ATP :

▪️ N°4 : Ben Shelton 🇺🇸

▪️ N°8 : Frances Tiafoe 🇺🇸

▪️ N°10 : Taylor Fritz 🇺🇸

▪️ N°13 : Learner Tien 🇺🇸

▪️ N°16 : Brandon Nakashima 🇺🇸

▪️… https://t.co/SaXXbOKq4U pic.twitter.com/cT8zYnXwG5

— Jeu, Set et Maths (@JeuSetMaths) September 15, 2026

Allargando l’orizzonte alla top 100 ATP, sono ben 14 i giocatori statunitensi presenti, dato ottimo e anche con concrete prospettive di ulteriore miglioramento poiché la maggior parte di loro sono assai giovani: Shelton infatti ha solo 23 anni ed è terzo nella Race 2026; Tien ha appena toccato il best ranking al tredicesimo posto a soli 20 anni, guidato sapientemente da Michael Chang; Nakashima sta vivendo il miglior momento in carriera a 25 anni, finalmente libero da infortuni e con una direzione più precisa al suo tennis; Michelsen sta migliorando in modo esponenziale il suo gioco da fondo campo e a 22 anni ha ancora grande margine di crescita, come il coetaneo Quinn (questa settimana n.57 e con un best lo scorso luglio di n.45). Con i punti di US Open è entrato in top 100 per la prima volta anche Zheng, anche lui 22enne, pronto a dire la sua tra i Pro dopo una carriera da superstar a livello universitario.

La vittoria di uno Slam nel singolare maschile manca terribilmente a un paese come gli USA, forte di una tradizione incredibile e un movimento gigantesco, ma a livello di sistema si andando nella direzione giusta. Verrebbe da dire che l’agognato titolo in un Major è destinato ad arrivare, come affermato dallo stesso Shelton pochi mesi fa.