DA SHENZHEN – In vista della Billie Jean King Cup, Tyra Grant ha parlato ai nostri microfoni, dove l’Italia si prepara all’esordio nella competizione, atteso giovedì 24 settembre. La giovane azzurra ha ripercorso gli ultimi mesi, dal grande risultato ottenuto a Wimbledon fino alla crescita maturata nelle sfide contro giocatrici di alto livello, soffermandosi anche sugli aspetti del proprio tennis sui quali vuole continuare a lavorare.

“Sicuramente è stato un risultato non tanto inaspettato, quanto arrivato in un momento che non ci aspettavamo. Nonostante stessi giocando molto bene, era tanto che non giocavo sull’erba. Anche quando le partite e i tornei che avevo fatto da junior in singolare non erano andati benissimo e le prime sensazioni sull’erba non erano state buonissime, alla fine si è dimostrato il torneo migliore che ho fatto per ora. Ho giocato delle partite difficili, quindi penso che mi abbia dato molto più fiducia, insieme anche ai risultati precedenti. È stata, diciamo, una sorta di piccolo contentino, tra virgolette, e mi ha fatto molto piacere sentirmi parte del tabellone. È stata una sensazione bellissima, era la prima volta che la vivevo e mi ha dato più spinta. Poi purtroppo sono stata un po’ sfortunata, però anche allo US Open sono andata con un’idea diversa, con un pensiero diverso. Sono quindi molto contenta dell’ottimo risultato fatto”.

Grant guarda poi alla crescita degli ultimi mesi e alla maggiore consapevolezza con cui affronta partite contro giocatrici di classifica più alta.

“Alla fine con Boulter a Wimbledon ho fatto una buona partita. Penso di non aver giocato la partita migliore della mia vita, nel senso che comunque era una partita alla mia portata. Con Bouzkova penso che (poi magari sono troppo negativa io) comunque fosse anche lì una partita in cui forse potevo fare qualcosa di più. Sicuramente anche quella era sulle mie corde e, di nuovo, su una superficie che per me è un pochino nuova. Entrando in questo tipo di competizioni, dove tra l’altro Boulter gioca come numero uno e Bouzkova è convocata come terza, sapere che ho il livello per giocare con almeno queste giocatrici qui mi fa molto piacere. Sicuramente mi fa entrare in campo con un’idea molto diversa di come poteva essere sei mesi fa approcciare questo tipo di partite o questo tipo di livello”.

Infine, Grant individua gli aspetti sui quali sente di dover ancora lavorare e quelli che invece considera già un punto di crescita importante.

“Penso di dover continuare a trovare più continuità. Sono stata molto brava in questi mesi a giocare tanti tornei di fila, giocandoli bene e approcciandoli bene. Però spesso ho un po’ di alti e bassi, non a livello tennistico e di risultati, ma proprio nel lavoro. Quindi forse devo imparare ad avere un pochino più di continuità e ad approcciare anche le trasferte più lunghe un pochino meglio. Per quanto riguarda un complimento, ti direi che forse sto migliorando molto il servizio. Ci abbiamo lavorato molto, è stata un’area di focus e ho anche molta più fiducia sul rovescio. Quindi forse un complimento è quanto impegno ci sto mettendo nel cercare di colmare le mie lacune tecniche”.