La pazienza è la qualità dei forti, insieme alla capacità di attendere il momento giusto per tirare la zampata contro un avversario a tratti scatenato al servizio e super offensivo di fronte al pubblico di casa. Forte è stato Matteo Arnaldi all’esordio dell’ATP 500 di Tokyo, bravo a reggere dopo un primo set difficilissimo contro un Rei Sakamoto in grande spolvero con servizio, diritto e attacchi a rete, e rimontare un set di svantaggio portando a casa un successo tutt’altro che comodo ma meritato per 2-6 6-4 6-4. È una vittoria importante visto l’ultimo periodo non eccellente del ligure e che prospetta un secondo turno coi fiocchi, forse contro Alcaraz se lo spagnolo avrà la meglio su Michelsen in un primo turno pirotecnico. Arnaldi è partito male, sotto alla spinta vigorosa e intensità di Sakamoto, una macchina con la prima palla e prontissimo a rubare campo con attacchi immediati e precisi. Matteo invece non trovava posizione sul campo, poco incisivo al servizio e quasi nullo in risposta. La partita pareva totalmente dalla parte del nipponico, ma bravo è stato Arnaldi a non cedere e rimettere a posto i pezzi del suo tennis dal secondo set, affidandosi a schemi più ordinati e senza quella fretta nel tirare l’affondo che aveva pagato con troppi errori. La percentuale di prime palle è aumentata e Matteo si è fatto trovare pronto in risposta sul 5-4, quando Rei ha accusato la pressione del momento ed ha commesso errori gravi e scelte di gioco non corrette.
Arnaldi ha rischiato di compromettere la rimonta all’avvio del terzo set, ma ha annullato una palla break immediata e si è messo al comando, con un tennis poco appariscente ma più consistente. Il film del secondo set si è riproposto nel rush finale del terzo parziale, quando Sakamoto ha rischiato attacchi non definitivi e Arnaldi si è esaltato con due rovesci vincenti uno più bello dell’altro, zampate di qualità, di quella classe purissima da contrattaccante che resta il vero plus del gioco del sanremese (e che forse usa troppo poco nell’ultima fase della sua carriera, cercando una aggressività non sempre redditizia). La vince di grinta, di fisico, migliorando progressivamente la velocità e copertura del campo, e imponendo sul classe 2006 nipponico una maggior esperienza nei passaggi chiave, quelli che spostano l’ago tra vittoria e sconfitta. Sakamoto ha complessivamente fatto più gioco, si è preso più punti e regalato anche spettacolo con attacchi spesso ben eseguiti, ma alla fine la esperienza e praticità del tennis dell’italiano ha prevalso.
L’incontro per Arnaldi si fa in salita nel terzo game. Servendo sull’1 pari, Matteo sbaglia in fotocopia due diritti dopo il servizio, impatto un po’ scomposto – con un po’ di fretta – e palla in rete. Sul 15-40 Sakamoto risponde profondo e di nuovo è il diritto a tradire l’azzurro, che subisce così il break per il 2-1 a favore del nipponico. Sakamoto gioca un tennis molto lineare, spinge col servizio e quando la palla è più corta attacca, anche con buona mano sulla rete. Servendo sotto 4-2, l’azzurro è di nuovo spalle al muro. Troppi gli arrivi e lo score è di nuovo in rotto, sul 15-40. Sakamoto si fa trovare pronto: tira un gran diritto su di una palla interlocutoria di Arnaldi e si prende di forza un secondo break, per il 5-2. Tutto troppo rapido per Arnaldi, ancora di fatto non entrato bene in partita e con soli 4 punti vinti in risposta vista la qualità al servizio di Rei, praticamente perfetto. Il giapponese completa l’opera con un altro gran turno di battuta, con due Ace, un bel rovescio vincente in contro piede e un rovescio in rete di Arnaldi sul set point. Solo 27 minuti, 6-2 Sakamoto. Arnaldi troppo passivo e falloso.
Arnaldi riparte nel secondo set con un buon turno di servizio, un game rapido e senza sbavature. Il secondo game, con Sakamoto alla battuta, arriva ai vantaggi ma il giapponese continua a comandare forte di una prima palla temibile quando entra, e una seconda comunque sui 180 km/h e carica di spin. Arnaldi se staziona vicino alla riga non ha il tempo per spingere bene e arretrando di più lascia troppo campo al rivale per l’affondo (1-1). Matteo è in difficoltà ad imporre i suoi schemi tanto che la soluzione che meglio funziona è quando riesce ad aprirsi il campo con una traiettoria esterna e quindi infila il rivale nell’angolo scoperto. Ha un “punch” superiore Sakamoto, soprattutto col diritto, pronto ad entrare forte sempre tenendo i piedi piuttosto vicini alla riga di fondo, lo si vede nettamente nel sesto game, con il giocatore di casa che comanda e si prende i punti di forza, mentre Arnaldi è lontano da quella rapidità di copertura del campo che è uno dei suoi marchi di fabbrica, tanto che in difesa non riesce quasi mai a contro battere (3-3). Il set avanza sull’equilibrio, con l’azzurro meno falloso nei suoi game e con più punti col servizio, ma ancora poco incisivo in risposta. Sakamoto serve sotto 5-4, e la pressione dello score aumenta. Sul 15 pari forza un diritto in scambio che esce di poco, 15-30. Nel momento più critico chiede tutto al servizio (30 pari), ma poi si scambia dalla seconda, e arriva un errore di rovescio del nipponico che gli costa la prima palla break del match, e soprattutto Set Point Arnaldi. Se la gioca con coraggio, viene a rete ma la volée non è definitiva (ha fermato la sua corsa in avanti troppo presto) e il secondo passante di Matteo è comodo. Set Arnaldi, 6-4, bravo a giocare con più continuità nei suoi game e sfruttare il primo momento di tensione del rivale.
Sakamoto riparte con impeto nel terzo set: in risposta, tira due bordate col diritto che lo portano 0-30. Sul 15-30 Rei spreca malamente a campo spalancato, poi Arnaldi prova il vincente col diritto cross ma la palla esce di niente, 30-40, c’è subito una palla break da difendere. Matteo non mette la prima di servizio ma trova un buon diritto in contro piede che sorprende l’avversario. Rimonta l’azzurro anche grazie agli errori del rivale, 1-0, può fare corsa di testa. Sakamoto ha smarrito un po’ di chiarezza di gioco, forse scomposto dagli errori del game precedente, ma col servizio risale da 15-30 (1-1). Il set torna a scorrere via rapido sui turni di battuta, con la prima palla di Sakamoto tornata tuonante e imprendibile e Arnaldi piuttosto aggressivo nei suoi game. Arriva qualche rovescio di qualità del ligure, come il bellissimo passante in allungo nel sesto game, ma non è abbastanza per costruirsi una chance di allungo in risposta (3-3). Nel settimo game si accende la lotta. Arnaldi sbaglia di volo, poi Sakamoto porta il game in vantaggi con un gran diritto e quindi strappa una palla break con una accelerazione di rovescio lungo linea splendida, ottimo equilibrio all’impatto. Arnaldi se la gioca con calma, due lungo linea per far correre il rivale ed aprirsi il campo, schema premiato dal successo. Si salva l’azzurro, con sostanza, 4-3. Molto più lisci i game del nipponico, efficacissimo con servizio e diritto (4-4), mentre Arnaldi si porta 5-4 con due prodezze da fondo campo dopo due doppi falli consecutivi. Come nel secondo parziale, Rei serve spalle al muro e… la pressione dello score pesa sulle sue spalle. Ha fretta il giapponese, sbaglia due affondi e lo score segna 15-30, a due punti dalla W Arnaldi. Anche la prima palla si inceppa, ma lo sostiene un bel diritto d’attacco (con Matteo troppo dietro in difesa), 30 pari. Arnaldi trova un colpo incredibile, una sorta di giravolta-passante da metà campo, ma la palla esce di poco. Un bel lob forza il game ai vantaggi, spettacolo a Tokyo nella lotta. Un passante di rovescio DOC di Arnaldi, in allungo di rovescio, è un fulmine nella notte giapponese, vale il match point. Sakamoto spinge col rovescio e lo annulla. Matteo non arretra, altro passante lungo linea – stavolta sull’attacco un po’ corto del rivale – e secondo Match Point. Sbaglia col diritto Sakamoto, finisce qua. Una vittoria in rimonta, di pazienza, molto importante visto l’ultimo periodo dell’azzurro. Se ci sarà Alcaraz, sarà davvero un gran bel match.
