Joao Fonseca aveva bisogno di una giornata così. Dopo un’estate complicata, segnata dagli infortuni e dalla dolorosa rinuncia agli US Open, il brasiliano è tornato finalmente in campo e lo ha fatto nel luogo forse più speciale possibile: davanti al pubblico di casa, con la maglia del Brasile e in Coppa Davis.
Il numero 29 del mondo ha superato Dominic Stricker in rimonta con il punteggio di 4-6, 6-3, 6-2, regalando al Brasile il primo punto della sfida contro la Svizzera alla Farmasi Arena di Rio de Janeiro.
Al momento della vittoria, però, il risultato è quasi passato in secondo piano. Fonseca si è tolto il cappellino ed è scoppiato in lacrime, lasciando emergere tutta la tensione accumulata durante un periodo particolarmente difficile della sua giovane carriera.
«È stato un anno difficile. Ho avuto problemi di fiducia e alcuni infortuni. Non sono arrivato qui al 100%, non potevo nemmeno garantire che sarei stato in grado di giocare. Ma questo momento, giocare la Coppa Davis per il Brasile, significa molto per me. Ho dato tutto quello che avevo ed è una vittoria molto importante per me e per la squadra», ha spiegato il ventenne brasiliano dopo il match.
Fonseca non disputava un incontro ufficiale da circa un mese. La sua precedente apparizione risaliva al Masters 1000 di Cincinnati, dove il 16 agosto aveva sconfitto Botic van de Zandschulp. Successivamente aveva avvertito un problema alla parte sinistra dell’addome durante un allenamento ed era stato costretto a ritirarsi dal torneo prima del terzo turno.
L’infortunio si era poi rivelato abbastanza serio da impedirgli di recuperare in tempo per gli US Open. Una rinuncia particolarmente dolorosa per il brasiliano, costretto a osservare da lontano l’ultimo Slam della stagione.
Il ritorno contro Stricker non è stato semplice.
Lo svizzero, numero 262 ATP, ha conquistato il primo set per 6-4, mettendo immediatamente alla prova un Fonseca ancora alla ricerca delle migliori sensazioni. Il brasiliano ha però reagito nel secondo parziale, aumentando progressivamente l’intensità e pareggiando i conti con un 6-3.
Nel terzo set la partita ha cambiato definitivamente padrone. Fonseca ha trovato maggiore continuità da fondo e ha chiuso 6-2, prima di lasciarsi andare a un pianto liberatorio.
«Senza dubbio questa vittoria può darmi molta fiducia, ma anche molta maturità. Non soltanto per il resto dell’anno, ma per il resto della mia carriera», ha sottolineato.
A rendere ancora più speciale la giornata è stata la presenza sugli spalti di Gustavo Kuerten, il più grande riferimento della storia recente del tennis brasiliano
Guga ha scherzato con Fonseca chiedendogli se averlo così vicino al campo rappresentasse un aiuto oppure un motivo di maggiore pressione. La risposta del giovane brasiliano è arrivata con un sorriso.
«È un onore giocare davanti a te. Quello che hai fatto nella storia del tennis è meraviglioso. Grazie per continuare a ispirarci. La fase in cui davi fastidio è passata, adesso aiuti soltanto», ha scherzato Fonseca.
E la festa brasiliana non si è fermata al suo successo. Nel secondo singolare della giornata Gustavo Heide ha sconfitto Stan Wawrinka per 4-6, 7-6(4), 6-4, permettendo ai padroni di casa di chiudere il venerdì avanti 2-0.
Il Brasile è quindi a un solo punto dalla vittoria nella sfida valida per il World Group I: chi conquisterà il confronto accederà alle qualificazioni della Coppa Davis 2027.
Per Fonseca, però, il venerdì di Rio aveva probabilmente già assunto un significato ancora più profondo.
Dopo un mese senza partite, un infortunio addominale, la rinuncia agli US Open e i dubbi sulle proprie condizioni fisiche, il brasiliano è tornato a sentirsi un giocatore. E lo ha fatto vincendo, davanti alla sua gente e con la maglia del suo Paese.
