Roger Federer, presente alla Laver Cup, come ogni anno, in qualità di cofondatore, ha rilasciato a La Gazzetta dello Sport alcune dichiarazioni in merito alla sua visione del tennis attuale, fornendo pareri tecnici su alcuni giocatori. Infatti, come da lui stesso sottolineato, la Laver Cup è un’occasione di “scambio”, in cui “la vecchia generazione può capire come ragionano i giovani”. E allora King Roger, da ex membro del Team Europe, ha tenuto d’occhio quattro nomi, due già grandi e due potenziali grandi: Carlos Alcaraz, Alexander Zverev, Rafael Jodar e Learner Tien.
Alcaraz non ha bisogno di presentazioni, e anche Federer si è espresso positivamente sul murciano: “Guardarlo giocare è semplicemente un piacere. Quel ragazzo è un genio in campo”, rimanendo colpito soprattutto dalla “Quantità di colpi che riesce a creare”. E tuttavia, questa caratteristica può essere un’arma a doppio taglio, secondo l’analisi del 20 volte campione slam: “A volte ha persino troppe possibilità e può finire per perdersi un po’ dentro tutte quelle opzioni”.
Di Zverev, prima ancora che in Laver Cup, ne ha potuto apprezzare i miglioramenti già a Wimbledon: “Ero nel Royal Box e l’ho visto giocare contro Lehečka. Ho pensato che stesse giocando davvero molto bene”. La ragione del miglioramento secondo Roger? “Da tempo gli dicevo che avrebbe dovuto colpire la palla più forte da fondo e finalmente lo sta facendo”. “È bellissimo averlo di nuovo qui, è stato uno dei più grandi sostenitori della Laver Cup fin dall’inizio”.
Su Jodar e Tien, infine, delle sensazioni a caldo: “Non li avevo mai visti giocare dal vivo e mi hanno impressionato molto”. “Magari – ammette Federer – passano un po’ sotto traccia per chi guarda soltanto Alcaraz, Sinner e Djokovic, e lo capisco. Ma sono molto forti e hanno il potenziale per lasciare il segno”. Inoltre, “Qui possono sperimentare un’atmosfera simile a quella di un torneo dello Slam, con i capitani, la pressione, i compagni che li osservano. Spero gli sia utile”.
