Carlos Alcaraz sta svolgendo una sessione di allenamento sui campi indoor di Flushing Meadows. Il numero 3 del mondo sembrava inizialmente aver rinunciato alla seconda seduta di training consecutiva, prima di essere avvistato sul cemento al coperto. Una scelta probabilmente dettata sia dalla pioggia che sta colpendo New York — interrotte, infatti, le sfide del terzo e ultimo turno di qualificazione per l’accesso al main draw — sia dalla volontà di poter lavorare in tranquillità, lontano da occhi indiscreti. Un lavoro di intensità senza sovraccarichi, con qualche risposta sul servizio di suo fratello Alvaro e un po’ di scambi sulla diagonale del rovescio.
La situazione di Carlitos rimane particolarmente delicata e un allenamento “privato” con il proprio team potrebbe essere stato effettuato per lavorare su aspetti specifici o, semplicemente, per mettere a punto colpi e strategie particolari. Ogni dettaglio, a pochi giorni dall’esordio, può fare la differenza, soprattutto considerando i dubbi che hanno accompagnato l’avvicinamento dello spagnolo all’ultimo Slam della stagione.
Alcaraz debutterà allo US Open contro Roman Safiullin un primo banco di prova utile per capire le reali condizioni fisiche e il livello raggiunto dopo una preparazione inevitabilmente diversa dal solito. L’obiettivo, al di là del risultato, sarà soprattutto trovare ritmo, sensazioni e fiducia partita dopo partita.
