Il circuito ATP prevede un trattamento previdenziale di tutto rispetto per i suoi giocatori: scopriamo come funziona
Novak Djokovic è il giocatore più titolato di ogni epoca e ha ancora l’ambizione di competere ai massimi livelli. L’ex numero 1 al mondo è consapevole che la fine della sua carriera non è lontana, ma ha già dimostrato che non può mai essere sottovalutato quando sta bene ed è realmente motivato. Il veterano di Belgrado non primeggia soltanto con la racchetta in mano, ma ha collezionato una fortuna anche lontano dal rettangolo di gioco.
Secondo i dati diffusi dall’ATP sul suo sito ufficiale, Nole ha già accumulato la bellezza di oltre un milione di dollari grazie al piano pensionistico riservato ai giocatori ATP. il 24 volte vincitore Slam, che ha aderito al programma nel lontano 2011, precede Alexander Zverev, neo numero 1 al mondo e capace di raggiungere quota 933.250 dollari in 13 anni di attività nel circuito pro. Djokovic – che ha 39 anni – dovrà attendere il 2037 per poter accedere al fondo pensionistico (quando avrà 50 anni), mentre Sascha conseguirà il medesimo traguardo nel 2047.
Il piano pensionistico dell’ATP è stato ufficialmente istituito nel 1990 e premia la partecipazione costante ai tornei piuttosto che le singole vittorie. I giocatori che soddisfano i requisiti maturano i cosiddetti ‘anni di servizio’: ne occorrono 3 per avere diritto a benefici parziali e 5 per sbloccare il trattamento completo. Questo sistema è concepito per ricompensare i tennisti per il loro impegno nel circuito e fornire loro un aiuto economico una volta terminata la loro carriera agonistica. Come già accennato in precedenza, i giocatori non percepiscono le somme accumulate finché rimangono in attività. L’erogazione dei pagamenti inizia al compimento del 50° anno di età e avviene sotto forma di rendita mensile nell’arco di un ventennio. “Non tutti hanno la carriera di Roger Federer, Rafael Nadal o Novak Djokovic: per molti tennisti questo piano pensionistico costituisce una base fondamentale per la loro sicurezza finanziaria dopo i 50 anni” – aveva dichiarato l’australiano Matthew Ebden nel 2023.
