Novak Djokovic non ha avuto bisogno di elaborare una lunga risposta quando gli è stato chiesto di confrontare due versioni apparentemente invincibili: il serbo del 2015 e il Jannik Sinner del 2026.

Durante il Fanatics Fest di New York, Djokovic ha accolto la domanda con una risata e un’alzata di spalle, limitandosi a replicare: «Conosci già la risposta».

Una frase volutamente ambigua, che non rappresenta una dichiarazione esplicita di superiorità, ma lascia intuire la fiducia del serbo nella versione più dominante della propria carriera.

Novak Djokovic 🇷🇸 2015 contre Jannik Sinner 🇮🇹 2026… qui gagne ? 👀

🗣️ Novak Djokovic : « TU CONNAIS LA RÉPONSE. 😁 » pic.twitter.com/7Elygq0wPF

— Univers Tennis 🎾 (@UniversTennis) August 8, 2026

Il 2015 quasi perfetto di Djokovic

I numeri spiegano perché Djokovic abbia risposto con tanta sicurezza. Nel 2015 concluse la stagione con un bilancio di 82 vittorie e sei sconfitte, vincendo il 93% delle partite disputate e conquistando undici titoli.

Nei Masters 1000 ottenne 39 successi in 41 incontri e sollevò sei trofei, stabilendo un primato stagionale. Ancora più impressionante il rendimento nei tornei del Grande Slam: 27 vittorie e una sola sconfitta.

Djokovic conquistò Australian Open, Wimbledon e US Open, raggiungendo anche la finale del Roland Garros, persa contro Stan Wawrinka. Chiuse l’anno da numero uno mondiale e vinse inoltre le ATP Finals, superando Roger Federer nell’ultimo incontro della stagione.

Il serbo raggiunse la finale in quindici dei sedici tornei disputati, costruendo una delle annate più complete e dominanti nella storia del tennis maschile.

Il 2026 straordinario di Sinner

Anche Sinner sta però vivendo una stagione eccezionale. L’italiano ha conquistato consecutivamente Indian Wells, Miami, Montecarlo, Madrid e Roma, diventando il primo giocatore a vincere i primi cinque Masters 1000 dell’anno.

Considerando anche il successo ottenuto a Parigi alla fine del 2025, la sua serie è arrivata a sei titoli Masters 1000 consecutivi. Il trionfo agli Internazionali d’Italia gli ha inoltre permesso di completare il Career Golden Masters, impresa riuscita in precedenza soltanto a Djokovic.

Nei tornei del Grande Slam, però, il percorso è stato meno lineare. Sinner è stato sconfitto proprio dal serbo nella semifinale degli Australian Open ed è uscito sorprendentemente al secondo turno del Roland Garros contro Juan Manuel Cerundolo.

A Wimbledon ha reagito nel migliore dei modi, difendendo il titolo e conquistando il quinto Major della carriera grazie al successo in finale contro Alexander Zverev.

Un confronto ancora prematuro

La differenza principale è temporale. La stagione 2015 di Djokovic può essere giudicata nella sua completezza, mentre il 2026 di Sinner deve ancora affrontare lo US Open, gli ultimi Masters 1000 e le ATP Finals.

L’italiano ha già costruito un’annata storica, soprattutto per il dominio mostrato nei Masters 1000, ma per avvicinarsi alla dimensione raggiunta da Djokovic nel 2015 dovrà mantenere lo stesso rendimento anche negli ultimi mesi.

Resta inoltre difficile confrontare direttamente giocatori appartenenti a momenti differenti, con avversari, condizioni e caratteristiche tecniche diverse. La versione 2015 di Djokovic rappresentava però un equilibrio quasi perfetto tra difesa, aggressività, resistenza fisica e solidità mentale.

La risposta del serbo è stata soprattutto una battuta pronunciata con il sorriso, non un verdetto definitivo. I numeri del 2015, tuttavia, spiegano perfettamente perché Djokovic ritenga che la risposta possa apparire quasi scontata.