Luciano Darderi non si accontenta. L’azzurro è l’ultimo italiano ancora in corsa allo US Open e si prepara ad affrontare agli ottavi di finale Alexander Zverev, numero 2 del seeding, con in palio un posto tra i migliori otto del torneo.

Il cemento, superficie sulla quale Darderi ha lavorato a lungo per migliorare, sta iniziando a regalargli risposte importanti. Il percorso di questa stagione ne è la conferma: ottavi di finale agli Australian Open, quarti a Montreal e ora c’è lo US Open, fin qui molto positivo.

“Sono anni che stiamo lavorando per migliorare sul cemento. Quest’anno ho fatto bene nei grandi tornei sul duro, ottavi a Melbourne e qui, quarti a Montreal, e manca ancora una parte di stagione. Mi dà una carica extra sapere che posso fare bene qua”, ha spiegato Darderi ai microfoni di SuperTennis.

Alle spalle dei risultati c’è però un lavoro di squadra che Darderi non dimentica. Il riferimento principale è al padre, che lo segue da anni e rappresenta una figura centrale nel suo percorso professionale. “Se non hai un team di fianco è difficile fare risultati. Mio padre fa il lavoro più grosso da tanti anni. Sono contento del percorso che stiamo facendo insieme, questo risultato lo devo anche a loro”, ha raccontato in conferenza stampa.

E poi c’è la Coppa Davis. Con le Finals in programma a Bologna, Darderi ha mandato un messaggio chiaro al capitano azzurro Filippo Volandri. Alla domanda sul suo principale obiettivo da qui alla fine della stagione, l’azzurro ha indicato senza esitazioni la partecipazione con la Nazionale: “preferirei essere convocato in Davis piuttosto che chiudere l’anno tra i primi 20 del mondo”.

Una priorità che racconta le ambizioni di Darderi, arrivato a New York con la voglia di continuare a sorprendere. Prima, però, c’è Zverev: una sfida di altissimo livello che può aprire all’azzurro le porte dei quarti di finale dello US Open.