Una vittoria importante, una rimonta complicata e, alla fine, anche un piccolo regolamento di conti con gli spalti. Flavio Cobolli si è qualificato per i quarti di finale del Masters 1000 di Cincinnati battendo Rafael Jodar con il punteggio di 4-6 7-6(3) 6-3, ma a fare il giro dei social è stato soprattutto ciò che è accaduto subito dopo il match point.

Durante la partita, infatti, l’azzurro aveva avuto un lungo battibecco a distanza con uno spettatore che sosteneva apertamente il giovane spagnolo.

Cobolli è rimasto concentrato sul match, ma evidentemente non aveva dimenticato quanto accaduto.

Dopo aver chiuso l’incontro con uno smash vincente sul secondo match point, il romano si è girato immediatamente verso la zona degli spalti dalla quale erano arrivati gli incitamenti per Jodar.

A quel punto è arrivato lo sfogo.

Cobolli COMEBACK 💪@cobollifla rallies past Jodar 4-6 7-6 6-3 to reach his first Masters 1000 quarter-final on a hard court! #CincyTennis pic.twitter.com/AEW4Wm5E1P

— Tennis TV (@TennisTV) August 19, 2026

“Sono forte anch’io! Sono forte anch’io!”, ha urlato Cobolli, aggiungendo poi un’espressione decisamente più colorita nei confronti dello spettatore. La scena è diventata rapidamente virale sui social.

Il momento di tensione ha chiuso una partita tutt’altro che semplice per l’italiano.

Jodar aveva infatti conquistato il primo set e nel secondo era arrivato a pochi punti dal successo, prima che Cobolli riuscisse a cambiare completamente l’inerzia dell’incontro vincendo il tie-break per 7-3.

Nel set decisivo l’azzurro ha trovato il break per salire 4-2 e da quel momento non ha più lasciato spazio allo spagnolo, conquistando così il suo primo quarto di finale in carriera in un Masters 1000 sul cemento.

Per Cobolli si tratta inoltre del secondo quarto Masters 1000 della stagione dopo quello raggiunto a Madrid.

Prima la rimonta, poi lo smash della vittoria e infine il messaggio agli spalti: “Sono forte anch’io”. A Cincinnati Cobolli non ha battuto soltanto Jodar, ma ha voluto anche rispondere a chi per tutta la partita aveva provato a innervosirlo.