Marin Cilic ha scritto un bellissimo messaggio a Kei Nishikori, ritiratosi dal tennis professionistico dopo la sconfitta al primo turno dell’ATP 500 di Tokyo 2026 contro Frances Tiafoe (6-4 6-4). Cilic e Nishikori hanno condiviso quasi tutta la carriera nel Tour, battendosi con risultati eccezionali nell’epoca d’oro di Roger Federer, Rafa Nadal, Novak Djokovic e Andy Murray. “Da quando siamo arrivati nel Tour abbiamo seguito percorsi simili, dalla vittoria del nostro primo titolo nel 2008 alla graduale costruzione del nostro ranking fino al massimo livello di questo sport” ha scritto il tennista croato su Instagram.

Percorsi paralleli

Cilic, classe 1988, vinse il suo primo torneo a New Heaven 2008, mentre Nishikori (nato nel 1989) lo vinse quello stesso anno a Delray Beach. I loro percorsi si sono incrociati 16 volte in campo (10-6 per il nipponico), ma è nel 2014 che il destino ha riservato loro il meglio. “L’anno della svolta arrivò per tutti e due nel 2014, con 4 titoli a testa” ha ricordato il croato. Memphis, Kuala Lumpur, Barcellona e Tokyo per Nishikori; Zagabria, Delray Beach, Mosca e soprattutto New York per Cilic.

Una storica finale

Il duello più avvincente delle loro lunghe carriere, infatti, si è svolto allo US Open 2014 quando i due si contesero il titolo. Nonostante l’assenza di Rafa Nadal a causa di un infortunio al polso destro, Nishikori e Cilic arrivarono in finale con merito. Dai quarti di finale in poi, il tennista giapponese ebbe la meglio sui numeri 5, 3 e 1 del seeding: Milos Raonic (4-6 7-6(4) 6-7(6) 7-5 6-4), Stan Wawrinka (3-6 7-5 7-6(7) 6-7(5) 7-5), Novak Djokovic (6-4 1-6 7-6(4) 6-3). Cilic invece si sbarazzò della testa di serie numero 6 Tomas Berdych ai quarti (6-2 6-4 7-6(4)) e di Roger Federer (2) in semifinale (6-3 6-4 6-4). Quello di Flushing Meadows 2014 fu l’unico successo di Marin sullo svizzero in 11 confronti totali.

A prevalere in finale fu proprio Cilic con un netto 6-3 6-3 6-3, ma per entrambi rimase uno dei momenti più alti della carriera. Nishikori non trovò mai più una finale Slam, ma si tolse la soddisfazione di salire sul podio olimpico di Rio de Janeiro 2016 (bronzo nel singolare). Il croato ritrovò l’atto decisivo di un Major sia a Wimbledon 2017 che all’Australian Open 2018, ma in entrambi i casi Federer gli sbarrò la strada sul più bello. Anch’egli ebbe la soddisfazione di portare la propria bandiera nazionale su un podio olimpico: a Tokyo 2020, proprio a casa di Nishikori, fu argento in doppio assieme a Ivan Dodig al termine di una finale tutta croata contro Nikola Mektic e Mate Pavic.

La fine di una sana rivalità

Due carriere incredibilmente affini per percorso e numeri (Cilic fu numero 3 al mondo, Nishikori numero 4), ma unite soprattutto da un profondo rispetto reciproco. Cilic ha descritto così il suo ex rivale: “Condividere la finale dello US Open con te è stato un vero privilegio, ti ammiro profondamente per il tuo rispetto e la tua mentalità da lottatore”.

“Sii sempre fiero di ciò che hai ottenuto in un’era di altissimo livello e di quanti bimbi hai ispirato, tracciando una strada per molti giocatori dal Giappone e dall’Asia” ha concluso il vincitore di quella finale a New York nel 2014. Due carriere che si sono sviluppate quasi in parallelo durante un’era epica del tennis mondiale, due giocatori che sono stati capaci di insidiare i Big Three e che hanno incarnato i valori dello sport fino all’ultimo messaggio. Cilic, Nishikori, lo US Open 2014: una bellissima storia di tennis.