Giornata agrodolce per Matteo Berrettini: dopo la vittoria al primo turno dell’ATP 500 di Vienna 2026 per 6-3 6-4 contro Tomas Martin Etcheverry, il romano è stato ha parlato a caldo ai microfoni dell’ATP. Interpellato sul recente successo al ‘250’ di Lione di Lorenzo Musetti, e sul fatto che questo esempio di rientro dagli infortuni potesse essere una fonte d’ispirazione per lui, Matteo è rimasto interdetto. Non sapendo come rispondere ha chiesto all’intervistatore se fossero live, e a risposta affermativa ha riso imbarazzato, in modo quasi sarcastico, e dato la classica risposta neutra da media training: “So che ha lavorato molto duramente per tornare in campo, quindi direi che se lo meritava”.

Il linguaggio del corpo di Berrettini non basta per leggergli nel pensiero, ma un piccolo fastidio nel vedersi definito in cerca di un esempio al di fuori di sé stesso nel tornare dagli infortuni, vista la sua storia, sarebbe comprensibile. Detto che i problemi fisici, i corpi, le età e le carriere sono tutte diverse, e anche che la domanda a lui posta non voleva essere altro che un assist per fare un complimento al connazionale, fare paragoni è sbagliato ma l’emozione tradita da Berrettini fa pensare a qualcosa di più grande, come la teoria circolata in rete secondo cui l’amicizia tra i due sarebbe finita.

Va aggiunto il fatto che questo è il giorno della prima diramazione ufficiale delle convocazioni per le Final Eight 2026 di Coppa Davis (Bologna, 24-29 novembre), dalle quali è stato escluso proprio l’ex numero 6 del mondo e colonna della nostra nazionale. Al suo posto, nell’immaginario collettivo dell’appassionato, c’è Luciano Darderi, e non Musetti, ma la delusione non deve aver aiutato una volta punto nell’orgoglio.