Lorenzo Musetti è tornato a vincere in finale, la maledizione è finita: il cammino culminato contro Taylor Fritz per 6-3 6-4 all’ATP 250 di Lione 2026 ricorda il livello dimostrato nella scorsa stagione sotto diversi punti di vista, ma con una gioia in più, perché questo è il suo primo titolo dopo quattro anni e sette finali. Molti di questi risultati sono stati influenzati dalla tensione causata dalla striscia negativa, ma la voglia di Musetti di interromperla era troppa e questa volta la concentrazione non è mai venuta meno.

Le condizioni di gioco hanno aiutato, la lentezza della superficie ha messo l’azzurro nelle condizioni di poter manipolare lo scambio o difendere più facilmente, il suo pane. La fiducia guadagnata durante la settimana spiega però quanto lui ci abbia messo il resto, crescendo di convinzione e livello generale di partita in partita. Anche le conferme a livello fisico sono notevoli, le sei ore e sette minuti giocate contro Luca Van Assche e Flavio Cobolli in tre giorni consecutivi non si gestiscono con tale scioltezza senza aver recuperato la forma che così spesso gli è sfuggito durante la stagione.

La classifica

A causa di una settimana aggiunta in estate al Tour tra Wimbledon e il cemento statunitense, dopo il prossimo aggiornamento del ranking ATP sono già in uscita i punti della semifinale all’ATP 500 di Vienna nel 2025. Nel finale di stagione a Musetti scadranno anche i 165 punti della finale al ‘250’ di Atene, persa contro Novak Djokovic, e i 200 per la vittoria nel girone delle ATP Finals contro Alex De Minaur (entrambe 7-5 al terzo), risultati ritrovato con questo titolo.

Un Musetti di questo tipo può facilmente ripetersi nelle prossime settimane, ma il momento in cui potrà veramente recuperare il rango che gli spetta arriverà nella primavera 2027, sulle superfici naturali, che rimangono le preferite nonostante la qualità dimostrata indoor. Dall’infortunio ai quarti di finale dell’Australian Open ai quarti di finale contro Djokovic, Lorenzo è stato costretto a giocare per settimane con diversi acciacchi, prima di fermarsi del tutto e saltando sia il Roland Garros che Wimbledon.