Carlos Alcaraz torna agli US Open con una sfida che va ben oltre la semplice difesa del titolo. Dopo oltre quattro mesi lontano dal circuito di singolare a causa dell’infortunio al polso destro, lo spagnolo proverà a conquistare nuovamente New York e, contemporaneamente, a realizzare qualcosa che nessun giocatore è mai riuscito a completare nell’Era Open: difendere almeno un titolo del Grande Slam su tutte e tre le superfici.

Un’impresa che rende ancora più affascinante il ritorno del murciano.

Alcaraz non disputa infatti un torneo di singolare da aprile. Agli US Open è già tornato in campo nel doppio misto insieme a Serena Williams, ma il tabellone individuale rappresenterà un test completamente diverso dopo il lungo stop provocato dal problema al polso destro. Il campione spagnolo è il detentore del titolo a Flushing Meadows grazie alla vittoria ottenuta nel 2025 contro Jannik Sinner per 6-2 3-6 6-1 6-4.

Una statistica che ha resistito a tutte le leggende

La particolarità riguarda le superfici.

Nella storia del tennis maschile dell’Era Open diversi campioni sono riusciti a vincere Major su terra battuta, erba e cemento. Alcaraz stesso, conquistando il Roland Garros nel 2024, era diventato a 21 anni il più giovane uomo della storia capace di vincere almeno uno Slam sulle tre superfici.

Ma vincere è una cosa. Vincere nuovamente lo stesso Major l’anno successivo è un’altra.

Ed è qui che emerge una statistica sorprendente: nessuno è ancora riuscito a difendere con successo almeno un titolo Slam sulla terra battuta, sull’erba e sul cemento nel corso della propria carriera.

Alcaraz è già arrivato a due terzi dell’opera.

Sulla terra battuta ha conquistato il Roland Garros nel 2024 e lo ha difeso nel 2025, quando ha sconfitto Sinner nella memorabile finale durata cinque ore e 29 minuti.

Sull’erba aveva fatto la stessa cosa a Wimbledon, vincendo nel 2023 e confermandosi campione nel 2024.

Manca soltanto il cemento.

Ed è proprio ciò che potrebbe aggiungere a New York.

US Open 2026: la prima occasione per completare il tris

Alcaraz vinse il suo primo US Open nel 2022, ma non riuscì a confermarsi nel 2023.

La seconda occasione è arrivata lo scorso anno. Nel 2025 lo spagnolo ha riconquistato Flushing Meadows battendo Sinner in finale e tornando contemporaneamente numero uno del mondo.

Se riuscisse a vincere anche gli US Open 2026, avrebbe difeso consecutivamente uno Slam sul cemento e completerebbe quindi una combinazione mai realizzata prima: Roland Garros 2024-2025 – terra battuta Wimbledon 2023-2024 – erba US Open 2025-2026 – cemento?

Una semplice vittoria a New York trasformerebbe quindi una difesa del titolo già difficilissima in un’altra pagina di storia.

I dieci campioni arrivati a due superfici su tre

La difficoltà dell’impresa si comprende osservando i nomi di chi è arrivato vicino a completarla.

Nell’Era Open sono soltanto dieci, comprendendo Alcaraz, i giocatori che hanno difeso un titolo Slam su almeno due superfici differenti:

Carlos Alcaraz – terra battuta ed erba Jannik Sinner – cemento ed erba Roger Federer – cemento ed erba Novak Djokovic – cemento ed erba Pete Sampras – cemento ed erba Stefan Edberg – cemento ed erba Jim Courier – terra battuta e cemento Ivan Lendl – terra battuta e cemento John McEnroe – cemento ed erba Bjorn Borg – terra battuta ed erba

Il caso di Stefan Edberg merita una precisazione. Lo svedese non difese Wimbledon: vinse nel 1988 e nel 1990. La sua difesa sull’erba arrivò agli Australian Open, allora disputati su quella superficie, vincendo le edizioni 1985 e 1987. Furono due edizioni consecutive perché nel 1986 l’Australian Open non venne disputato. Edberg difese poi il titolo sul cemento agli US Open vincendo nel 1991 e nel 1992.

Nadal, Agassi e Becker non ci sono

Forse ancora più sorprendente è osservare i nomi assenti.

Rafael Nadal, per esempio, ha costruito una dinastia irripetibile al Roland Garros, ma non è mai riuscito a vincere Wimbledon, Australian Open o US Open in due edizioni consecutive.

Anche campioni come Andre Agassi, Jimmy Connors, Mats Wilander e Boris Becker non sono riusciti a difendere un titolo Slam su due delle tre superfici.

Un dato che permette di capire quanto sia complesso non soltanto completare l’impresa, ma persino arrivare nella posizione in cui si trova oggi Alcaraz.

Sinner è l’altro giocatore in attività a due terzi dell’opera

C’è però un altro protagonista dell’attuale generazione che appartiene a questo gruppo: Jannik Sinner.

L’italiano ha difeso l’Australian Open vincendo nel 2024 e nel 2025.

Nel luglio scorso ha aggiunto anche l’erba, conquistando Wimbledon per il secondo anno consecutivo dopo il successo del 2025: nella finale 2026 ha battuto Alexander Zverev per 6-7(7) 7-6(2) 6-3 6-4.

A Sinner manca quindi la terra battuta.

Il numero uno del mondo non ha ancora vinto il Roland Garros e nel 2026 è stato eliminato sorprendentemente al secondo turno da Juan Manuel Cerundolo. Il torneo parigino è stato poi conquistato da Alexander Zverev.

Alcaraz avrà anche una seconda possibilità nel 2027

C’è un altro particolare che rende la situazione dello spagnolo ancora più interessante.

Se non riuscisse a completare l’impresa agli US Open, Alcaraz avrebbe già una seconda opportunità all’Australian Open 2027.

A Melbourne, infatti, Carlos ha conquistato il titolo per la prima volta nel gennaio 2026 battendo Novak Djokovic in finale 2-6 6-2 6-3 7-5. Quel successo gli ha anche permesso di diventare il più giovane uomo della storia a completare il Career Grand Slam.

Le possibilità sono dunque due: vincere gli US Open 2026 e difendere il titolo sul cemento a New York;

oppure, in caso contrario, vincere l’Australian Open 2027 e confermare il titolo conquistato a Melbourne nel 2026.

In entrambi i casi il risultato sarebbe lo stesso: diventare il primo uomo dell’Era Open capace di difendere almeno un titolo Slam su terra battuta, erba e cemento.

Ma New York renderebbe tutto ancora più straordinario.

Alcaraz arriva infatti a Flushing Meadows senza aver disputato un torneo di singolare da oltre quattro mesi. Il suo ultimo appuntamento nel circuito ATP risale ad aprile e l’infortunio al polso destro gli ha fatto saltare sia Roland Garros sia Wimbledon.

Pensare di rientrare direttamente in uno Slam e vincerlo potrebbe sembrare quasi irrealistico.

Ma se c’è un giocatore che negli ultimi anni ha trasformato statistiche apparentemente impossibili in nuovi record, quello è proprio Carlos Alcaraz.

A New York non difenderà soltanto una coppa: inseguirà un risultato che Federer, Nadal, Djokovic, Borg, Sampras e tutte le altre grandi leggende del tennis non sono mai riuscite a completare.